
Quesito: Attualmente lavoro con un contratto occasionale e pagamento con ritenuta d'acconto. Mi può convenire prendere la partita IVA?
Risposta: Il lavoro autonomo occasionale deve rispettare talune caratteristiche tra le quali: consistere in un'opera o servizio; essere svolto senza vincolo di subordinazione; essere svolto personalmente; essere compensato con un corrispettivo e non con una retribuzione. Non occorre l'apertura della partita Iva e il prestatore d'opera può essere occupato, per ciascun committente, per un periodo non superiore a 30 giorni annui; sino a 5000 euro annui non c'è l'obbligo contributivo all'Inps (per importi superiori occorre iscriversi alla gestione separata). Questi redditi sono assoggettati alla ritenuta Irpef del 20% a titolo di acconto (con conguaglio nella dichiarazione dei redditi). Se non possono essere rispettate le condizioni di questa forma contrattuale, vi è l'alternativa del co.co.pro, i cui elementi cardine sono: 1) la definizione di un progetto; 2) la mancanza di un rapporto di subordinazione; 3) l'indipendenza del collaboratore nello svolgere la sua attività ; 4) la durata determinata o determinabile del progetto; 5) la mancanza di un orario di lavoro. Il co.co.pro è parificato, sia dal punto di vista fiscale sia da quello previdenziale, al lavoro dipendente (Irpef progressiva, obbligo contributivo all'Inps,ecc.). L'apertura della partita Iva è "neutra", non comporta, cioè, nè un costo nè un ricavo in quanto, a livello fiscale, si può compensare l'Iva a debito con l'Iva a credito. Si apre presso l'Agenzia delle Entrate di competenza entro 1 mese dall'inizio dell'attività . Gli obblighi fiscali del titolare di partita Iva sono: emissione di fatture; registrazione di tutte le fatture emesse; liquidazione, versamento, e dichiarazione periodica dell'Iva in base al principio di compensazione. Vi è poi l'obbligo di versare contributi all'Inps (o alla specifica Cassa professionale) e l'iscrizione all'Inail. Ovviamente la contabilità del titolare di partita Iva è più complicata (e onerosa); quindi occorrerebbe muovere una mole di lavoro abbastanza consistente (magari con più committenti). Anche per questo motivo è stato previsto, per chi, nella libera professione, ha conseguito compensi in misura non superiore a 30.000 euro (più altre condizioni che devono essere rispettate), il regime dei CONTRIBUENTI MINIMI. Tra le varie agevolazioni vi sono: - l'esenzione dalla tenuta dei registri Iva; - l'esonero dalla tenuta delle scritture contabili; - l'esonero dagli studi di settore; - l'applicazione dell'imposta sostitutiva con aliquota del 20%. In buona sostanza, per fare valutazioni più precise, è necessario valutare il proprio "volume d'affari". Consigliamo di consultare la sezione "Aprire la partita IVA?" del sito www.atipici.net. (17/11/2009)