
Quesito: Mi conviene aprire la P.IVA o continuare a lavorare con un contratto da co.co.pro? Ho lavorato per 7 mesi come consulente con contratto di collaborazione a progetto. Ora mi si prospetta un altro periodo di impiego (5 mesi + più possibile prolungamento). Posso optare per un nuovo contratto a progetto oppure mi è stata proposta l'apertura di P.I. anche in vista di possibili collaborazioni future. In questo caso il committente mi ha assicurato che non ci sarà nessuna forma di coercizione da parte sua (non dovrà essere il mio unico interlocutore ma sarò libero di collaborare con altre aziende). Tuttavia la mia principale ''occupazione'' è come studente per ottenere la laurea e non prevedo, sicuramente nei prossimi 2 anni, di impegnarmi full-time come consulente. Cosa mi conviene fare? Aprire P.I. o continuare come co.co.pro? Anche dal punto di vista retributivo nel primo caso avrei una busta paga più alta, ma non vorrei poi perdere tutto in tasse! Al momento la mia busta paga tipica sarebbe di circa €1.400,00 al mese.
Risposta: Passando alla P.Iva la sua posizione rimarrebbe quella di contribuente minimo in regime forfetario sino alla soglia dei 30.000 euro di imponibile annuo (che è dato dai ricavi meno i costi sostenuti), dunque vi rientrerebbero anche compensi più elevati rispetto a quanto da lei attualmente percepito. Ciò tuttavia Le comporterebbe di dover provvedere autonomamente, a suo carico, sia al pagamento delle tasse (ritenuta a titolo definitivo del 20% dell'imponibile) che a quello dei contributi previdenziali (25,72% da pagarsi alla gestione Separata INPS). Insomma per avere i 1.400,00 euro netti dovrebbe fatturarne circa 2.400,00. Si aggiunga che con Partita IVA occorre anche considerare i costi necessari a tenere la contabilità (un commercialista o altro consulente, ad esempio i servizi fiscali per le aziende presenti nei sindacati). Certo è che utilizzando nuovamente lo strumento del contratto a progetto, i contributi previdenziali - per i 2/3 (1/3 rimane a suo carico) e le tasse (aliquota IRPEF 23%) - verrebbero invece trattenuti direttamente dal datore di lavoro in busta paga (anzichè trovarsi a pagarli autonomamente, l'anno dopo, quando potrebbe averli già spesi, come accadrebbe aprendo P.I.). Considerato che la sua attività principale rimane quella di studente e che non prevede, a breve, di impegnarsi full-time come consulente, lo strumento più comodo e meno dispendioso appare il co.co.pro. Per informazioni più specifiche può contattare i Centri di Assistenza Fiscale delle organizzazioni sindacali. (28/07/2009)